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Crediti, antincendio e una soluzione per allargare l’equo compenso al convegno Unai

Nel convegno organizzato da Unai a Roma venerdì 31 gennaio sono stati affrontati temi caldi per il mondo condominiale, a cominciare dalla nuova normativa antincendio.

Francesco Mazziotti, ingegnere e consulente Unai, nella sua relazione dedicata a “Evoluzione normativa della sicurezza nei condomini: Antincendio una opportunità per vivere meglio in condominio“ ha affrontato le problematiche della nuova normativa antincendio: «Per l’esistente molte cose si semplificano, si passa da una direzione “ferrea” della progettazione, derogabile solo con un progetto specifico per quel particolare aspetto. Oggi non esiste la deroga ma la possibilità di imporre condizioni specifiche per raggiungere i risultati di legge in quel punto problematico dell’edificio» (per le slide cliccare qui ).

Nell’intervento dell’avvocato Claudio Turci, molto articolato, sono stati illustrati i rischi della richiesta di decreto ingiuntivo: a quello che sembra essere un semplice e sbrigativo procedimento monitorio si accompagnano inesorabilmente una causa di opposizione allo stesso, una per l’impugnazione della delibera che ha votato il rendiconto e una per ostacolare l’esecuzione. Con la possibilità che si aggiunga anche una causa penale se ne ricorrono i motivi nell’intreccio giuridico. La prudenza e una vantaggiosa transazione, quindi, sono gli elementi che possono risolvere il problema del credito senza produrre altri costi.

Nei due interventi conclusivi è stato invece affrontato il tema dell’allargamento della normativa sull’equo compenso: il presidente Unai Rosario Calabrese ha rivendicato il ruolo dell’amministratore di condominio e l’esistenza di un campo dove l’equo compenso è garantito dall’articolo 1709 del Codice civile: il mandato “a titolo oneroso” ha in se la chiara previsione del compenso per ogni attività che esuli dalle previsioni ordinarie concordato con il preventivo. Ma il legislatore, ha detto Calabrese, deve intervenire al più presto, e nel frattempo non va mai dimenticato di far deliberare il compenso per ogni attività straordinaria, soprattutto nei casi degli interventi urgenti e improrogabili decisi senza il preventivo intervento dell’assemblea. Infine, Calabrese ha ricordato il rinnovo dell’accordo sindacale sui compensi, già ammesso dall’Antitrust, invitando gli iscritti all’Associazione a partecipare alla sua elaborazione.

Il senatore Sergio Puglia, presidente della commissione bicamerale per il controllo e le attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, ha suggerito la via: una modifica normativa che inserisca nell’ambito della normativa sull’equo compenso la previsione della sua applicazione alle professioni di cui alla legge 4/2013 (per il testo dell’intervento del senatore Puglia cliccare qui ). Una soluzione che consente di superare la questione del riconoscimento della professione in termini ordinistici. Del resto, ha ricordato Puglia «L’articolo 35 della Costituzione tutela il lavoro in tutte le sue forme, e all’articolo 36 viene sancita la proprorzionalità tra qualità del lavoro e retribuzione: è quindi palese, ha detto Puglia, che con il concetto di retribuzione si parla di tutte le categorie. E la legge di Bilancio 2018 ha già aperto delle possibilità. Questo emendamento lo farò - ha promesso Puglia - ma da parte delle Associazioni sarà opportuno prenderlo e farlo circolare tra i parlamentari in modo che ottenga il necessario appoggio»

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